Come lavorare da casa: essere mamma e freelance

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Come lavorare da casa quando si è mamma e freelance: com’è cambiata la mia vita.

È da circa poco più di tre mesi che la mia vita lavorativa è cambiata radicalmente dopo essermi licenziata dal posto fisso. Non prendetemi per pazza. Lo so, c’è gente che farebbe i salti mortali per ottenerlo ma è stata una decisione presa dopo un’attenta valutazione analizzando i pro e contro. Ora principalmente lavoro da casa ma soprattutto dove, come e quando decido io.

Come lavorare da casa: essere mamma e freelance
Come lavorare da casa: essere mamma e freelance

Non sono più dipendente di uno showroom, addetta alla progettazione di interni e alla vendita di mobili per la casa, ma continuo ugualmente ad esercitare la mia professione collaborando con più punti vendita.

Sono una mamma freelance: ho due bambini di 7 e 1 anno e sono libera di esercitare il lavoro che desidero. Cerco di destreggiarmi tra i clienti del mondo dell’Interior e quelli del Blogging. Una mamma arredatrice d’interni che al tempo stesso ama spostarsi con i propri bambini, scoprire e raccontare sul blog le proprie esperienze di viaggio per essere d’aiuto ad altri mamme e papà. Quindi affiancato alla professione Interior Designer corre quella di web writer.

In tutto questo cerco di gestire gli impegni quotidiani della mia famiglia.

Ma come conciliare lavoro e figli? Come lavorare da casa ed essere anche una mamma presente? Ora vi spiego in che modo faccio e com’è cambiata la mia vita.

Come lavorare da casa: i miei consigli

Le mie esigenze lavorative si sono nettamente modificate da quando ho partorito il mio secondo figlio Alessandro un anno fa. Nei mesi successivi alla sua nascita ho messo a fuoco quello che realmente desideravo fare. È stato un periodo nel quale mi sono fatta molte domande.

Premetto che per me il lavoro è importante. Non potrei rinunciare agli stimoli, sempre nuovi e continui che sa darmi, e all’indipendenza economica. Ma al tempo stesso avevo desiderio di trovare un modo per conciliare ciò che amo di più cioè i miei bimbi, il mio lavoro e la mia famiglia. E le risposte portavano solo in un’unica soluzione: diventare freelance.

All’inizio era molto facile affrontare la giornata con un bambino di pochi mesi, che perlopiù dorme. Avevo molte più ore a disposizione per elaborare pezzi o progettare durante l’arco della giornata. Ora Alessandro sta crescendo e cominciano i problemi.

Come lavorare da casa: essere mamma e freelance
Come lavorare da casa: essere mamma e freelance

Andrea invece, il più grande, è fuori casa quasi tutto il giorno frequentando la prima elementare (salvo le volte che è a casa malato).

Come lavorare da casa: essere mamma e freelance
Come lavorare da casa: essere mamma e freelance

Mi sono accorta che, dopo aver portato Andrea a scuola, le mie giornate partono in salita. Alcune sono una corsa continua (e a volte mi sembra di non arrivare mai) tanto che mi sento sopraffatta dai tanti impegni che incombono.

Ciò che mi ha aiutato ad affrontare questa situazione da mamma freelance è sicuramente la mia spiccata dote di organizzatrice. Essere organizzata è sempre stato il mio punto forte anche quando lavoravo in team. Porsi degli obiettivi, programmare e pianificare i vari step, e raggiungerli con il tempo che si ha a disposizione è fondamentale.

Ho dei validi oggetti materiali che mi aiutano per l’organizzazione familiare e lavorativa nella vita di tutti i giorni. Farei molta fatica a separarmene ora. Sono la mia agenda giornaliera (o planning familiare), il planning lavoro settimanale e il calendario editoriale per il blog. Non sono materiali di fattura tecnologica o di tendenza ma cose pratiche e funzionali che servono a come organizzare la giornata o a come organizzare il lavoro della settimana.

Agenda giornaliera (planning familiare)

Scelta con cura e assolutamente giornaliera. Qui segno tutti gli impegni della giornata una sorta di planning familiare: controlli medici dei bambini, le riunioni a scuola, gli sport, le vaccinazioni, cose che servono per la casa, appuntamenti per il mio benessere fisico, gli incontri con gli amici e feste di compleanno degli amici di scuola di Andrea.

Utilizzo ancora il vecchio metodo di annotare, scrivere nero su bianco, tutte le idee che mi passano per la testa. È un modo semplice che mi fa tenere tutto sotto controllo. Soprattutto mi svuota la mente.

Planning lavoro settimanale

Altra soluzione comoda. Qui ci segno gli appuntamenti di lavoro: dai rilevi in cantiere o in qualche appartamento, dall’incontro con un cliente in showroom o nella loro abitazione, a dove mi troverò a lavorare per progettare (posso farlo sia a casa che in negozio).

Ho tutto sott’occhio e decido io che ritmo dare alla settimana.

Le mamme che stanno leggendo ora penseranno che sono molto fortunata a scandire i miei impegni come voglio. Attenzione, non è tutto oro quello che luccica.

Calendario editoriale

Senza un calendario editoriale il blog, per me, sarebbe ingestibile. Regnerebbe il caos. Questo mi serve per programmare a scadenza ravvicinata e anche in là con i mesi, i post. Tutto segue una logica soprattutto la stagionalità per pubblicare alcuni argomenti. E’ fondamentale utilizzarlo.

Ora vi spiego i pro e contro di lavorare a casa con un bimbo piccolo di 1 anno (e l’altro di 7 quando non è a scuola) e le buone regole da seguire.

Mamma e freelance: i pro e i contro di lavorare da casa con un bambino piccolo

Essere mamma e freelance comporta dei pro e dei contro da dover affrontare. Eccoli.

I pro

-Ci si gestisce la giornata come si vuole senza chiedere nulla a nessuno. Il titolare di te stesso sei tu. Non si deve avere il permesso per andare a parlare con le maestre, per andare alla festa della scuola o per andare a fare delle visite mediche. Questo è il lato bello. Ci si organizza, lavorando anche la sera. Ma nessuno mi obbliga, sono io che decido come fare.

-Posso portare a scuola Andrea tutte le mattine. Una routine/coccola che mi rende felice.

-Se i bambini si ammalano sono libera di portarli dal medico, posso esserci per loro e accudirli. Ovvio non lavoro durante il giorno, ma dovrò recuperare la sera.

-Seguire mio figlio nello sport. Ora posso portare mio figlio Andrea in piscina. Posso decidere liberamente di andarci, ed essere più presente, oppure no senza chiedere.

I contro

-Lavorando da casa non si interagisce come quando si è in ufficio. Non ci sono colleghi con la quale fare la pausa caffè e non si parla con nessuno. C’è chi detesta tutto ciò, io non ho problemi di adattamento per ora. Anche perchè molte volte lavoro nei diversi showroom e ogni volta ho colleghi diversi!

– Si deve lavorare anche quando non si è in forma o ammalati. Se si ammalano i bambini, come dicevo nei pro, io ci sono per loro ma dovrò lavorare la sera.

-Non si stacca mai dal lavoro. Lavoro no stop, purtroppo non si hanno orari!

-Se non siete più che organizzate diventa un problema la gestione del lavoro da casa e di tutto il resto. Questo genera ansia.

In tutto questo personalmente non ho molto tempo libero, ma di certo tempo migliore. Mi sono data due regole da seguire: cercare, nei prossimi mesi, di concentrare il lavoro alla mattina e terminare verso le 16:30 17:00.

Per fare questo dovrò prendere una tata o baby-sitter fidata che accudisca il piccolo Alessandro la mattina. Ora lavoro quando lui dorme, ma tra pochi mesi non dormirà più alla mattina. Solitamente il pomeriggio arrivano in forze i miei suoceri ad accudirlo e così posso lavorare serenamente.

In questo modo potrò andare a prendere Andrea a scuola. Ci saranno sicuramente delle eccezioni perché dipende sempre molto dalle esigenze dei committenti e dalla mole di lavoro che avrò.

Come lavorare da casa: le buone regole che deve seguire una mamma

Affinché si riesca a produrre e a lavorare da casa in modo proficuo, in questi mesi per me di inizio, ho capito tre cose (sto cercando di metterle in pratica):

-1° regola. Meglio scegliere un paio d’ore intense di lavoro piuttosto che frammentarlo in tante mezz’ore della giornata poco redditizie.

-2° regola. Prima di sedermi al computer il passaggio al trucco è fondamentale e anche un’attenzione ai vestiti e bijou sarebbe d’obbligo. Il trucco è una delle prime cose che faccio quando mi sveglio, così sono pronta per portare a scuola Andrea e in ordine tutto il giorno.

Come lavorare da casa: essere mamma e freelance
Come lavorare da casa: essere mamma e freelance

Sull’argomento vestiti qui ci devo lavorare. Trovo molto più comodo e veloce infilarmi una tuta, se so di lavorare da casa. Bisognerebbe invece vestirsi per bene, come quando si lavora in ufficio. Sono gesti che servono, credetemi.

-3° regola. Qui mi devo applicare proprio. Evitare distrazioni mentre si lavora ma soprattutto darsi degli orari e delle regole. Importante è definire le fasce orarie di lavoro e della vita privata. Io invece io mi ritrovo, molto spesso, a lavorare pure di notte!

Spegnere il cellulare (oppure mettere silenzioso e togliere la connessione ad Internet) per non essere disturbati nelle ore dedicate alla produzione. Non navigare sul web o perdersi in altre distrazioni.

Come lavorare da casa: il mio parere

A postumi, per ora, sono contenta della scelta fatta. Decido io della mia vita personale e lavorativa. Dove lavorare e come. Questo mi dà una carica notevole, mi fa sentire libera.

Come lavorare da casa: essere mamma e freelance
Come lavorare da casa: essere mamma e freelance

So che ci vuole tempo per ingranare, per trovare il giusto metodo che si plasma perfettamente su me stessa. Ce la posso fare a gestire tutto. L’unica accortezza: devo ascoltare il mio corpo per capire fino a dove spingermi.

Se alcuni mesi sono impegnata maggiormente con i clienti per ristrutturazioni o arredamento non posso essere presente anche nel blog al massimo e viceversa. Va a periodi. E’ così basta esserne consapevoli.

Ho delle risorse che mai avrei immaginato di avere per gestire tutto. A volte penso com’era la mia vita senza figli e a quanto tempo libero buttassi al vento…

Irene ▪ viaggi da mamme ▪ 

2 Comments

  1. Cristina says:

    Ciao Irene,
    sono approdata al tuo blog cercando informazioni sull’acquario di Genova, dove vorrei portare il mio bambino di 3 anni nei prossimi giorni! E anche io sono una mamma che lavora da casa, e questo post è proprio interessante e mi rivedo molto! Ti inizio a seguire perchè anche io vorrei fare viaggi con il mio piccolo, dato che i primi tre anni si è ammalato tantissimo…spero adesso di poter invece portarlo in giro anche in autunno inverno e primavera! A presto! Cristina

    1. Irene says:

      Ciao Cristina,
      ma che bello grazie che mi segui! Spero tu abbia trovato tutte le informazioni che cercavi sull’Acquario di Genova, vedrai che piacerà moltissimo al tuo piccolo. Anche noi siamo andati quando Andrea aveva tre anni. Se si è ammalato i primi tre anni vuol dire che si è già fatto gli anticorpi per gli anni di asilo e ricomincerete a viaggiare come vuoi. Io ti capisco perchè anche Andrea da piccino ne aveva sempre una! Seguici anche sui canali social Facebook e Instagram se ti fa piacere! A presto! Irene

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